Grazie professore

Ho passato un brutto fine settimana, perchè venerdì mattina vado su supertennis e leggo che è morto Roberto Lombardi.
Tennista, commentatore di telepiù e sky, allenatore, maestro di tennis e vita.
Ha nessuno di voi dice niente, ma io ho ricordi bellissimi, di quando lui con i suoi occhialetti tondi, arrivavo davanti alla sala stampa degli internazionali, e io, con il pass servizio, mi diceva vai è giù o è di là, riferito a Gianluca Atlante.
E' stato un uomo di straordinaria cultura e di sincera passione per la vita, prima da tennista e poi da commentatore, poi da allenatore, ha sempre lavorato con gioia e sorrisi, con classe e umiltà. Voleva un bene incredibile a Gianluca, non gli diceva mai di no. Dieci giorni prima di morire ha sposato Carolina, sua compagna di vita da sempre. Un gesto d'amore immenso da un grande uomo che ha conosciuto solo parole come bellezza, gioia, dignita, classe e intelligenza.
Davvero che la terra ti sia lieve.

ricordo di gianluca atlante
Squilla il cellulare in un giovedì di metà marzo. Leggi anonimo, ma rispondi lo stesso. Dall’altra parte un’amica, Emanuela. Una collega, una persona immersa nel dolore di aver appreso una notizia bruttissima e di doverla, ahilei, comunicarla: “Gianluca, ti devo dare una brutta notizia: è morto Roberto Lombardi”. Sapevo che stava male, ma avevo allontanato dalla mia mente l’idea che se ne potesse andare molto presto. Lo avevo visto l’ultima volta a Wimbledon, lo scorso anno, e mi aveva preso in giro per la mia grassezza. Avevamo volato insieme verso Londra: lui con la compagna Caterina, io con Angelo Mangiante e Angelo Mancuso. Una settimana a Wimbledon, poi le sue telecronache a Sky, l’ultima delle quali relativa al torneo di Parigi Bercy. Poi soltanto notizie, dettate al telefono dall’amica Raffaella Reggi. Con lui avevo condiviso le mie prime trasferte tennistiche come collaboratore dell’agenzia Area. Ricordo con piacere i pomeriggi trascorsi al Roland Garros nel 1991, l’anno della prima vittoria di Jim Courier. Le attese alla fermata della metropolitana di Port d’Auteil per riprendere la via della città. Le lunghe chiacchierate, il suo parlare di tennis mai banale, mai scontato. Ricordo quei momenti come se fosse oggi, come se quella telefonata non fosse mai arrivata. Li ricordo, ma non vorrei farlo ed è per questo che mi fermo qui. Perchè il Roberto Lombardi che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere, quello che mi prendeva sempre in giro, lo terrò per sempre nel mio cuore. Ciao Roberto.

i ricordi di gianni clerici, roberto perrone, stefano semeraro e ubaldo scanagatta

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